Rio Ferdinand dai gol ai pugni

Un lampo per cancellare quell’ombra lunga tre anni. Stop di petto, puntata di destro e palla in rete, Danimarca in vantaggio. La Slovenia farà poi 1-1 ma la notizia è un’altra. Christian Eriksen torna all’Europeo da protagonista dopo quel 12 giugno 2021 al Parken di Copenaghen quando si accasciò a terra a fine primo tempo per un malore che fermò il suo cuore e il respiro di milioni di appassionati. Era l’esordio danese al campionato 2020, differito di un anno per il Covid: in un derby di solidarietà sanitaria, l’interista fu soccorso per primo dal milanista Simon Kjær fino al trasferimento in ospedale. Alla notizia dello scampato pericolo, due ore dopo, la partita riprese e la Danimarca sotto choc perse 1-0 contro la Finlandia ma riuscì poi a trascinarsi fino alla semifinale cedendo solo ai supplementari con l’Inghilterra. Nel frattempo Christian Eriksen, soprannominato «golazo» da Pochettino per il suo vizio di realizzare gol impossibili, si è rifatto una vita, calcisticamente parlando. Il salvavita che gli avevano applicato, un defibrillatore cardiaco sottocutaneo, non è consentito in Italia e così l’addio alla serie A era d’obbligo, ma già il suo rapporto con l’allora tecnico nerazzurro Antonio Conte non era proprio solare: troppo lento il danese per il gioco vertiginoso dell’Inter. L’Inghilterra lo accoglie, a parametro zero, per un salutare parcheggio prima al Brentford e poi trentenne al Manchester United a fianco di Cristiano Ronaldo. E lui recupera fiducia, talento, il suo repertorio di assist, gol impossibili e torna a essere il centro della Nazionale danese (131 partite e 42 reti). Con un desiderio proibito e silente: emulare il prodigio del 1992 con la Danimarca campione d’Europa dopo la finale vinta 2-0 sulla Germania di Brehme e Klinsmann. Allora in porta c’era Peter Schmeichel, oggi il figlio Kasper, capitano. Ma il vero faro resta lui, il numero dieci di numero e di fatto, Eriksen, che per un’ora incanta i sessantamila del Neckarstadion di Stoccarda, gol compreso, consentendo accostamenti azzardati con la Nazionale miracolosa di Lars Olsen e Brian Laudrup. Eriksen però non può fare tutto e quando comincia fisiologicamente a calare, ecco che sale la Slovenia e pareggia con merito nel finale: dopo la bordata di destro di Benjamin Sesko, lo Scamacca dell’Est, che viene deviata da Schmeichel sul palo, Janza segna con un diagonale mancino sporcato da Hjulmand. Niente vittoria per la Danimarca, ma un successo personale per Eriksen: «Sono davvero felice. Mi rendo conto solo ora che non avevo ancora segnato in un Europeo ed è un buon inizio. In questi tre anni non ho pensato altro che al calcio e alla Nazionale, sono orgoglioso di essere utile alla causa. Peccato per i tre punti sfumati, ma noi ci siamo». E la «sua» Inghilterra è avvisata.

Federico Pistone (Corriere della Sera)

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